mercoledì 11 novembre 2009

strani viaggiatori

Una volta c'era un signore
uno strano viaggiatore
che viaggiava in macchina...
da scrivere!
Che c'è di strano?
Non a tutti piace il treno
o l'aeroplano.
Come faceva? Così:
batteva sul tastino
della "T"
ed eccolo a Torino.
Toccando la zeta
sbarcava a Gaeta.
Per andare nel Perù
pigiava la lettera "u".
Una volta, in Estremadura,
ebbe una brutta avventura.
Lo insguivano i banditi...
Ma lui, niente paura:
rotolò sul sentiero
una fila di "zero":
000000000.
Capitombolo generale:
la banda finì all'ospedale.
Notte e giorno dalla sua stanza
usciva un ticchettio,
un calpestio di tasti,
di fogli un gran fruscio.
Ora la macchina tace.
Il viaggio è terminato.
Il nastro riposa in pace,
un po' bucherellato.
Ma se andate in libreria
vedrete nella vetrina
una nuova copertina.
Lo strano viaggiatore
era dunque uno scrittore?
Viaggiava nella fantasia?
Può darsi, naturalmente.
Ma, caso più sorprendente,
migliaia di persone
con il suo libro in mano
rifanno il suo viaggio
senza muoversi dalle poltrone,
senza prendere treno
né aeroplano...
G. Rodari, LO STRANO VIAGGIATORE, Editori Riuniti

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E' davvero straordinario, e ogni volta in modo diverso, scorgere lo stupore e l'incanto nei bimbi che ascoltano le storie... sembrano in attesa di una magia... di cui vengono poi ricolmati!. Soprattutto se a leggere è uno che ama davvero quello che fa: che sia un lettore professionista - come la bravissima Tania - o la loro mamma, nonna o papà, comunque accade qualcosa di incredibile e prodigioso: s'innamora delle storie, del libro e della lettura. S'appassiona al mondo, alla storia e alla curiosità... e tutto, solo leggendo una storia.
Grazie Tania!
Cristina

cicici&cococò ha detto...

Grazie a te, Cristina e non solo per i graditi complimenti che mi commuovono sempre.
Hai ragione, è sempre straordinariamente uguale e nuovo l'incanto negli occhi dei bambini che ascoltano le storie. Ed è magico il legame che si crea fra chi anima i libri e chi ascolta, indipendentemente da chi legge, professionista o mamma, papà, nonno, nonna, zia...
Baci
Cococò (tania)

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